Running

NYC Marathon 2007

Pain is temporary, pride is forever !
You’re lookin good!
Good job Max!
Good job Stefy!
Queste sono solo alcune delle frasi che ti senti urlare mentre corri ma…partiamo dal’inizio.

Domenica 4 novembre, ore 5.15

Dopo una notte passata in maniera relativamente tranquilla ci svegliamo, o almeno ci proviamo, un pochino tesi, d’altra parte…chi ha mai corso per 42km e 195 mt.?
Colazione con muffin, scelta dell’abbigliamento (dopo aver consultato Weather Channel) e via verso l’autobus che ci porterà al Verrazzano Bridge.
Guardiamo New York che si sveglia dai finistrini dell’autobus, il cielo che si tinge di rosso ad oriente, migliaia di runners come noi concentrati sui loro pensieri pre-gara e, finalmente, ecco la meta, Fort Wadsworth.
Sono circa le 7.00 del mattino, mancano 3 ore e 10 minuti al colpo di cannone che darà il via alla gara, passiamo il tempo cercando di scaldarci, facciamo la coda per il the caldo, per il bagno chimico e, alle 9.30, ci incamminiamo verso il nostro recinto di partenza, verde per me e arancio per Stefania.

Ore 10.10

Dopo una serie di eventi non visti (inno americano, discorso del sindaco, ecc.) sentiamo il colpo di cannone, partono i professionisti e, a seguire, il gruppo blu, arancio ed i primi 1000 del gruppo verde (gli altri partiranno a distanza di 2 minuti uno dall’altro, morale…io sono partito circa 30 minuti dopo il colpo di cannone).
Il percorso non è dei più semplici, anzi…è tutto un salire e scendere e, soprattutto, la partenza in salita si fa sentire, ma la fatica scompare quando appare il pubblico.
L’entusiasmo della gente è indescrivibile, tutti sono lì ad incitarti a sostenerti e, solo per il tifo, non si può non arrivare in fondo.
Ci sono gruppi che suonano ad ogni angolo, cori gospel, gente con i tamburi fuori dalla porta di casa. Un chilometro dopo l’altro attraversiamo Brooklyn, il Queens ed ecco la parte più dura il ponte di Queensboro. Prima di affrontarlo cammino un po’ (l’aveva consigliato anche Orlando Pizzolato nella conferenza pre-gara) e scambio due parole con un altro runner che era alla sua 8^ maratona di New York. Mi dice che con gli anni diventa sempre più dura, mi dà una pacca sulla spalla e riparte, sul retro della maglia aveva scritto “Classe 1931” !
Passo il ponte ed entro sulla 1st Avenue, qui ci sono oltre 100000 persone urlanti e la vista è impressionante, ci sono circa 8km per arrivare al Bronx, la strada è tutta dritta e davanti a me vedo il mucchio selvaggio che corre. La fatica comincia a farmi sentire, il tifo è sempre più forte man mano che ci si avvicina a Central Park, un bambino mi offre un bicchiere di Gatorade ad Harlem, lo accetto volentieri e mi sorride. Continuo. 24° miglio, ormai è fatta, ma dentro Central Park ci sono troppe salite e discese, mi fa male la schiena, devo camminare un po’. Ecco il Plaza, ancora 1/2 miglio. Columbus Circle, 350 metri. L’ultima salita, l’arrivo, è fatta.
4h30m16s.

Good Job Guys !

P.S.: la mia maglia da corsa

autografata da Dean Karnazes

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