Running

50 km di Romagna…andata!

25 aprile 2008, ore 7.15, arrivo a Castelbolognese per la 50Km di Romagna, la mia prima ultramaratona, se così vogliamo chiamarla.
L’atmosfera è quella tipica romagnola, un sacco di gente al bar (nonostante l’ora), le resdore che preparano i pacchi gara, consistenti in un bottiglione da 5 litri di Sangiovese ed una maglietta (era ridicolo vedere questa massa di runner con i mano i questi bottiglioni….vabbè l’utilizzo di integratori in gara, ma qui forse si esagera!), volontari dell’Avis che allestiscono i ristori di fine gara, ecc.
Alle 7.45 comincio a prepararmi e Stefania, fedele sostenitrice di queste mie imprese, mi abbandona al mio destino (la rivedrò al traguardo dopo qualche ora). La tensione è alta, forse per la distanza, forse per il percorso collinare, cosa a me non abituale, ma cerco di caricarmi e alla fine il momento della partenza arriva. Siamo tutti assembrati sulla linea di partenza, lo speaker dice le solita parole di rito, che non ascolto, e alla fine lo sparo. Siamo partiti. La temperatura è buona, nè troppo caldo, nè troppo freddo, ho comunque optato per un abbigliamento leggero, con canotta e maglia (classica formula a cipolla, che si rivelerà utile più avanti). Nella borraccetta che mi porto in vita ho messo l’Accelerade, integratore acquistato negli USA e che ho deciso di sperimentare direttamente in gara (non riesco a sopportare i gel!).
I primi 10km chilometri scorrono via bene, mi scaldo, i dolori al ginocchio spariscono, ritrovo un po’ di fiducia, il ritmo è un po’ più alto del previsto, oscillo tra 5’/km e 5’20″/km, ma va bene, reggo bene anche le salite fino a Casola Valsenio (ovviamente rallentando un po’ sulle pendenze più ripide), al km 25. Da qui inizia il punto critico, la salita verso Montalbano.
Ero preparato spiritualmente e sapevo che in alcuni tratti avrei dovuto camminare, e così è stato. 5km per coprire un dislivello di circa 300 mt. e poi tutta discesa (almeno così pensavo !). Raggiungo la vetta con il cronometro che segna 3h02m, mi rifocillo con tè, una fetta di arancia ed una fetta biscottata col miele e poi via in discesa.
Mi ritrovo al km 35 dopo circa mezz’ora e qui iniziano i dolori alla zona lombare, ma – pensavo – ormai è tutta pianura. Sbagliato ! C’erano ancora un paio, se pur brevi, di salite – e di conseguenza discese – impegnative, che mi costringono a camminare per dicersi tratti, fino ad arrivare al km 43 con un tempo di 4h24m circa.
Da qui, in compagnia di un romagnolo “che ci ha mollato il motore” (come ammesso da lui stesso), ho camminato a passo spedito (8’30″/km) per circa 6 km. Gli ultimi 2 km abbiamo deciso di farli correndo, in modo da arrivare gloriosamente al traguardo (vedi foto), con il tempo di 5h36m30″.
Sono pienamente soddisfatto! Certo, si poteva fare di meglio, ma cosa sarebbe cambiato? Alla fine mi sono goduto il viaggio, la camminata degli ultimi km è stata piacevole, ho capito che se voglio partecipare al Passatore (…il prossimo anno…) devo allenarmi anche in salita, ho ammirato (ed anche invidiato) la grinta di alcuni runner non più giovanissimi che mi hanno superato negli ultimi chilometri, mi sono messo alla prova ed ho superato un altro limite.

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