Libri

Un recensione del mio libro

Ringrazio il sito oubliettemagazine.com per aver recensito il mio libro Giorni Stagioni Emozioni pubblicato un anno fa dalla casa editrice Rupe Mutevole.

L’essenzialità di un corpo, di un corpo nudo davanti all’Io Poetico che divora di desiderio ogni suoi pensiero. Un corpo che riesce a far trasmigrare l’anima dell’Io all’interno dello stesso, così che i respiri siano un tutt’uno con l’aspirazione di comunione tra i due corpi. Una poetica che cede all’erotismo senza alcuna provocazione di tipo sessuale. Una poetica che si lascia trasportare dal ricordo e dalle sensazioni.

Giorni, stagioni, emozioni”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è una silloge poetica di Massimo Vaccaro. Centrotrenta pagine colme di versi di carattere amoroso che si allargano in più tematiche a seconda della lirica presa in oggetto.

In copertina la foto dello stesso autore riprende la fugacità di un incontro, di una camminata vaga nelle vie, quasi uno scontro tra due personaggi, un uomo ed una donna. Il mistero di uno sguardo fisico che si rifà ad un discorso filosofico sulla casualità della vita e sulle molteplici vie che si possono intraprendere.

E se fossimo altrove?/ Ritrovarsi perduti/ con lo sguardo all’orizzonte,/ nel silenzio di alberi,/ nel profumo della luna./ Ritrovarsi abbracciati/ con le labbra affamate/ nel lampo di un bacio,/ nel brivido d’una carezza./ Corpi in delirio./ […]” – “E se fossimo altrove?”

Il corpo visto come unico mezzo per la salvezza dell’anima e per la proclamazione dell’amore. Il corpo che compatta un’energia particolare che sono pochi corpi possono sentire, una sorta di eterna unione tra erotismo e passione, tra erotismo ed introspezione. Una vera e propria dedizione all’amore che porta l’Io poetico a vagheggiare nei suoi territori in modo del tutto pacifico.

Mi abbaglia la luce del sole/ di quella spiaggia racchiusa/ nei frammenti di un sogno./ Onde, e poi ancora onde,/ si srotolano una dietro l’altra/ sull’infinità del mare./ Dolce melodia./ Ti vedo. Nuda, questa luce ti dipinge,/ i tuoi passi lenti sulla sabbia,/ il tuo sguardo che cammina/ sicuro verso me./ Sorridi./ […]” – “Onde, e poi ancora onde”

 

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