Pensieri

Un pomeriggio a Bastiglia

Un pomeriggio a Bastiglia

At workBastiglia, per chi non lo conoscesse, è un piccolo paese della provincia di Modena, divenuto famoso in questa ultima settimana per l’alluvione provocata dalla rottura dell’argine del fiume Secchia. Non è il solo paese che ha subito danni, ci sono anche Bomporto, Sorbara, Camposanto, San Felice sul Panaro, altri nomi già noti per il terremoto del 2012.

La stampa nazionale non ne ha parlato molto, mentre localmente le notizie correvano veloci, i social network sono stati un ottimo tam tam per coordinare aiuti, gruppi di volontari e fornire indicazioni utili, come ad esempio informazioni sulla viabilità, sui centri di raccolta per materiali di prima necessità, sui negozi che mettevano a disposizione attrezzature, ecc.

Ho seguito i fatti da relativamente lontano (Carpi, la città in cui vivo, dista una quindicina di chilometri da quella zona) e ne sono rimasto colpito, ho cercato di immaginare, ma oggi, recandomi a Bastiglia con un gruppo di amici e per metterci a disposizione della gente che aveva bisogno di aiuto, mi sono reso conto che era molto peggio di quello che pensavo.

Le acque si sono ritirate, ma hanno lasciato fango e devastazione. Si vedeva il segno lasciato dal fiume sui muri della abitazioni, arrivava ad un’altezza di 1.50-1.80 mt., e poi cataste di mobili e oggetti fuori dalle case, tutto distrutto, tutto da buttare.Bastiglia

Abbiamo aiutato una famiglia a sgombrare il mobilio, a rimuovere il parquet dalle stanze dove poi avremmo accatastato parte dei mobili, a togliere quanto più fango fosse possibile. Eravamo in tanti, abbiamo fatto tanto, ma di lavoro da fare ce n’è ancora molto. Ogni tanto incrociavo gli sguardi dei proprietari, arrabbiati, stanchi, ma che non si perdevano d’animo. Quando siamo arrivati ci hanno accolto con una battuta: “Scusate, ma c’è un po’ di disordine in casa”.

E poi, abbiamo aiutato Gino, un simpatico signore over 70, ma con grinta da vendere, a sgomberare la sua cantina, ascoltando le sue storie, bevendo il Lambrusco fatto da lui (“Bevi, l’è bon!” diceva) e quanto abbiamo riso quando ci ha mostrato, orgoglioso, il calendario hard appeso alla parete! Tra una battuta ed una risata, abbiamo portato a termine il lavoro qui e nel garage del suo vicino, Mario, ma restBastigliaa ancora tanto da fare…..

E’ stato un lavoro duro, ma non ho sentito la fatica, mi sono sentito utile. Non ho visto una persona che si compatisse, c’era grande determinazione nel cercare di sistemare, ricostruire e ripartire. E’ proprio vero quando si dice che non è importante quante volte si cade, ma quante volte ci si rialza.

La forza di questa gente ti fa comprendere quanto spesso ci lasciamo sopraffare dalle piccole difficoltà, e quanto spesso preferiamo rimanere a terra piuttosto che combattere ed è anche vero, come ha detto un’amica, che nelle disgrazie si possono incontrare persone meravigliose.

“Om Gam Ganapataye Namaha”

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