Pensieri

La capacità di fermarsi un attimo

La capacità di fermarsi un attimo

Osservando la vita di tutti i giorni ci si rende conto di quanto siamo abituati ad andare di corsa. Dal momento in cui apriamo gli occhi e appoggiamo i piedi per terra non facciamo altro (chi più, chi meno) che correre. Ci tuffiamo a capofitto nel fiume vorticoso della quotidianità, perchè così è, questa è la nostra società, questa è la vita che ci siamo costruiti. Abbiamo mille pensieri, mille impegni e mille preoccupazioni, pensiamo a ieri e ci preoccupiamo di domani, a volte anche più del dovuto. Non siamo capaci di stare fermi, siamo travolti da una frenesia generale che termina – ma non per tutti – nel momento in cui ci corichiamo a letto.
Mi rendo conto di quanto abbiamo perso la capacità di fermarci solo un attimo nel corso della giornata, per respirare veramente e lasciare che i rumori intorno spariscano e la mente si quieti.
Pratico yoga da ormai cinque anni e da circa un anno mi sono avvicinato alla meditazione (anche se, a onor del vero, la strada per comprendere appieno cosa significhi veramente è ancora lontana), la lezione più grande che ho appreso è stata quella di imparare a rimanere immobile con la mente concentrata, ad esempio sul respiro, per minimizzare quei fastidiosi vortici generati dai pensieri, i cosiddetti citta vritti (per usare una terminologia propria degli Yoga Sutra di Patanjali) che tanto ci disturbano.
Quanti problemi riusciremmo a risolvere o ad affrontare meglio se solo avessimo il coraggio di fermarci un attimo concentrandoci su noi stessi? In fondo basta poco, bastano cinque minuti.
Cinque minuti in cui ti siedi, ti fermi e lasci che tutto scorra.
Cosa sono cinque minuti nel corso della nostra giornata? Quanto tempo perdiamo con tante altre piccole abitudini (social network, email, televisione, internet, ecc.)? Quante volte preferiamo rimanere sprofondati sul divano piuttosto che, ad esempio, uscire a correre o camminare o a fare qualsiasi altra cosa? E non servono un luogo o condizioni particolari, non serve l’isolamento, non serve ritirarsi in un eremo per poter rimanere fermi in silenzio, non servono scuse, basta semplicemente imparare a chiudere le porte al mondo esterno e rimanere in compagnia della propria anima.
Scoprirete che si può ascoltare il silenzio e rimanere da soli anche in mezzo alla folla.
Personalmente, da quando sono tornato dal mio secondo viaggio in India mi sono imposto – anche sulla base degli insegnamenti ricevuti – di concedermi due momenti di meditazione al giorno, uno alla mattina ed uno alla sera e, anche se a volte i pensieri sono forti e rumorosi tanto da far fatica a lasciarli scorrere, ci sono dei momenti – il più delle volte a onor del vero – in cui tutto intorno scompare, ogni tensione scivola via leggera, non ci sono più nè il passato nè il futuro, c’è solo quell’attimo che sto vivendo, che sto respirando, quell’attimo in cui mi sento in pace con me stesso, in cui la mia energia ritrova il proprio vigore e quei pochi minuti investiti sono in grado di farmene guadagnare molti altri nelle attività che più amo fare.
…concedetevi solo un attimo per pensarci.

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1 Comment

Sky One - 27. Mag, 2014 -

Letta in giro qualche giorno fa: “La risposta, nelle giornate felici, è nel silenzio di tutte le domande che smetti di porti.”

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