Pensieri

In una domenica d’agosto

In una domenica d’agosto

Prima domenica d’agosto. Fa caldo a dispetto delle previsioni meteo, in giro per la città la vita si ripete, bar pieni di gente a far colazione, alcuni intenti a sfoggiare il look all’ultima moda, gente che passeggia, volti sorridenti, capannelli di anziani che chiaccherano animosamente di politica e si aggiornano sugli ultimi funerali, gente che esce più leggera dalla Messa domenicale, insomma, una domenica qualunque.
In questa cornice, ciò che mi colpisce mentre passeggio per le vie intorno al centro, è un ragazzo sulla trentina, vestito in modo più che decoroso, direi casual, che, molto serenamente, rovista in un cassonetto dell’immondizia. La mano destra all’interno, la sinistra che regge alcuni lacci, mentre altri oggetti sono ordinatamente riposti nei cestini della bicicletta appoggiata poco distante. Era molto concentrato nella sua ricerca, anzi, dimostrava anche una certa meticolosità nel lavoro che stava svolgendo, ma ciò che mi ha lasciato perplesso non è stata questa scena, ma l’osservare il disprezzo negli occhi dei passanti: “Roba da terzo mondo!”, “Che schifo…”, “Torna in Africa!” (già – scusate – ho omesso il colore della pelle, ammesso che questo faccia differenza).
Questo era ciò che leggevo nei loro sguardi e forse questa non è altro che la riprova che il cosiddetto Terzo Mondo non si trova in terre lontane, ma nell’animo di molte persone civili che vivono dietro la porta accanto alla nostra.
Namaste.

Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di noi decide di migliorare se stesso.
(Mahatma Gandhi)

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