Cultura indiana

Diwali: la festa delle luci

Diwali: la festa delle luci

Oggi voglio parlarvi del Diwali (o Deepawali), una delle feste più antiche e più sentite in India, si celebra per cinque giorni nel mese indù di ashwayuja, che cade solitamente tra ottobre e novembre.
Nel 2014 questa festa cade esattamente il 23 ottobre, ma i preparativi iniziano qualche giorno prima per culminare, il giorno successivo alla festa, nel Capodanno indiano.
Ci sono varie leggende legate a questa festività, per alcuni si ricorda il matrimonio tra la Dea Lakshmi ed il Signore Vishnu. Nella regione del Bengala si celebra la Dea Kali, la dea della forza intesa nella forma più battagliera. Per i Jainisti si celebra il giorno in cui il Signore Mahavira raggiunse il nirvana. Per altri si festeggia il ritorno di Rama nella sua città, Ayodhya, dopo 14 anni di peregrinazioni e dopo avere sconfitto insieme al fratello Lakshmana e al suo esercito di scimmie il re di Lanka, Ravana, che aveva rapito sua moglie Sita, come narrato nell’epopea Ramayana.
Simbolicamente, in qualunque tradizione, si celebra il ritorno della Luce che vince le tenebre dello spirito, è la vittoria del bene sul male, il risveglio della luce interiore, della compassione, le case e i templi vengono adornati con le diyas (lampade ad olio in bronzo o terracotta), con candele, piccole luci elettriche (una variante moderna) oppure con tinozze d’acqua su cui galleggiano fiori e candele.
E’ un momento di comunione e condivisione in cui le famiglie si riuniscono per celebrare i riti prescritti da questo antico dharma.
Il rituale è codificato in maniera ben precisa, nel primo giorno di festa, detto Govatsa Dvadashi, viene offerta una puja a mucche e vitelli. Essendo la mucca uno dei simboli di Lakshmi, devi della luce, dell’abbondanza e della prosperità, e di fatto protagonista della festa,  si provvede a pulire e decorare le stalle, nonchè a mettere oli profumati e pasta di sandalo sulle loro fronti cantando inni in onore della Dea.
Il secondo giorno, detto Dhanteras, le case vengono pulite con estrema cura ed è usanza acquistare degli utensili nuovi e, per i più abbienti, monili d’oro. Per le donne è tradizione fare un bagno purificatore con oli profumati per prepararsi a ricevere la benedizione dalla Dea, rituale che equivale, da un punto di vista religioso, ad un’abluzione nelle acque del Gange.
Nel giorno della vigilia, Narak Chaturdashi (Choti Diwali), si ricorda la vittoria del Signore Krishna sul demone Naraka, mentre nel Ramayana si racconta che Hanuman, il dio scimmia, giunse volando in città per annunciare al popolo l’imminente ritorno del Signore Rama. In questo giorno è consuetudine per gli uomini, come le è per le donne nel giorno di Dhanteras, svegliarsi prima dell’alba e fare un bagno purificatore seguito con oli profumati per prepararsi a ricevere la benedizione della Dea.
Tipici di questo giorno sono i dolci chiamati mithai, a base di farina e miele, ripieni in varia maniera e poi fritti nel ghee. Un’altra tipica usanza è quella di esporre piccole casette di terracotta al cui centro siede una immagine della dea Lakshmi che, secondo la tradizione, farà visita alle case piene di luci per portarvi prosperità, così come statuine di Ganesha, che verranno utilizzate nella puja.
Nel giorno di Diwali l’altare della puja viene decorato con fiori freschi e vengono applicate ghirlande intorno alle statuette di Lakshmi e Ganesha.
Al tramonto le famiglie si ritroveranno per la puja solenne e i piatti più prelibati, i mithai e molta frutta, verranno posti accanto ai nuovi utensili comprati per la casa. Dopo la celebrazione e il banchetto, inizia la festa popolare con fuochi artificiali, canti e musiche per le strade illuminate a giorno.
Il giorno successivo al Diwali si celebra un nuovo inizio, è il Capodanno indiano, ognuno si impegna a fare, come segno di buon auspicio, ciò che desidererebbe fare per il resto dell’anno, è usanza indossare abiti nuovi, scambiarsi regali e dolci. E’ un giorno in cui tutte le difficoltà e i dolori passati vengono lasciati alle proprie spalle per gettarsi con un’energia ritrovata in una nuova vita.
Rimango sempre affascinato dalla cultura indiana, dalla sue simbologia e dalle sue tradizioni. Il Diwali rappresenta un momento di svolta, un’occasione per ricominciare, per ripulirsi dalla negatività che spesso ci accompagna e ritrovare quella buona energia che ci permette di vedere la vita sotto un’altra prospettiva.
Non è necessario essere hindu per farlo, pertanto il mio augurio in questa occasione è che chiunque passi di qui e leggerà questo breve articolo, possa fermarsi un attimo a riflettere sulla propria vita e possa cogliere il suo Diwali, perchè c’è sempre una luce dentro di noi in grado di rischiararci, anche nei momenti più oscuri della nostra vita.

Namaste

Nota: ho elaborato questo articolo sulla base di informazioni lette su Internet e su notizie apprese direttamente da altre persone appassionate di cultura indiana, vale il beneficio del dubbio, mi scuso per eventuali errori e qualsiasi correzzione è ben accetta.

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1 Comment

Sky One - 27. Ott, 2014 -

Come sempre, molto interessante. Diciamo che gli indiani, nel Capodanno, fanno un po’ quello che noi cerchiamo di fare il giorno del nostro compleanno (più che il 1° gennaio): tirare le somme dell’anno passato e cercare di essere delle persone migliori. Che questo spirito ci possa accompagnare ogni giorno dell’anno.
Namaste.

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