Pensieri

Yoga, mantra e…quotidianità

Yoga, mantra e…quotidianità

Pratico yoga da ormai 6 anni, lo faccio in maniera assidua, tutti i giorni e di questo percorso la cosa che mi ha affascinato di più non è stato tanto il cambiamento fisico, ma la capacità di portare questo cambiamento a livello interiore ed estenderlo poi a tutti i momenti della vita quotidiana.
Lo yoga non è uno sport o un’attività che semplicemente ci si reca a praticare dopo il lavoro per liberarsi dalle tensioni, quantomeno non lo si può ridurre a questo, lo yoga, se ben praticato, diviene uno stile di vita.
Ecco che allora le posture (asana) e la respirazione (pranayama) ci vengono in aiuto in quei momenti del giorno in cui ci sentiamo affaticati o nervosi o sotto pressione. Ecco che i mantra che si recitano ad inizio e fine pratica ci ricordano che atteggiamento dobbiamo avere nei confronti della vita e del prossimo.
A volte rimango perplesso di fronte a persone che nonostante pratichino, cerchino di meditare e recitino gioiosamente

Lokah Samastah Sukhino Bhavantu
Om, Shanti, Shanti, Shanti

si dimostrano intolleranti o infastidite verso cose anche banali, esternano odio, giudicano tutto e tutti.
Un atteggiamento del genere non può e non deve esistere soprattutto all’interno di una classe di yoga. C’è forse qualcuno che bestemmia quando entra in una chiesa?
Lo yoga non è una religione, ma merita lo stesso rispetto, se la pratica è vera e completa, allora questi atteggiamenti devono scomparire, altrimenti dobbiamo porci delle serie domande su cosa stiamo effettivamente praticando.

Namaste

PS: Il mantra di cui sopra significa letteralmente

Possano tutti gli esseri di tutti i mondi essere felici.
Om, pace, pace, pace.

ricordiamocene ogni volta che lo pronunciamo.

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