Pensieri

Essere il presente

Essere il presente

Da qualche tempo cerco di svegliarmi presto la mattina, non chiudo più la tapparella cosicchè la luce del mattino mi possa svegliare, è una bella sensazione anche se a volte, lo ammetto, il sonno la fa da padrone, ma anche il solo rimanere a letto guardando la luce del mattino che filtra dalla finestra mi regala una grande energia. E’ come se si avesse la sensazione di possedere un’infinità di tempo per fare tutto ciò che si desidera, senza alcun pensiero, senza alcuna delle classiche preoccupazioni che ci assillanno durante il giorno. Sfrutto questi momenti per compiere le azioni classiche della mattina con calma: doccia, colazione, sistemare la camera, prepararmi per andare al lavoro e, dopo tutto questo, accorgermi di avere ancora del tempo a disposizione. A volte lo utilizzo per meditare, a volte, come questa mattina, lo dedico alla lettura.
Stamane ho letto una frase che mi ha fatto riflettere: quanto pensiamo veramente al momento presente? Quanto siamo veramente consapevoli di noi stessi?
Nessuno di noi è escluso dal male più grande che affligge la nostra società, ovvero dare la colpa del nostro malessere agli altri o a fattori esterni, è molto più facile, ma alla fine non si fa altro che mettersi un velo sopra la testa, un velo che ci toglie il respiro, che ci fa solo sentire stanchi.
Ci sono situazioni che, per fattori intrinseci, non si possono cambiare, si devono semplicemente accettare o lasciare andare e già essere consapevoli di questo è fondamentalmente un cambiamento. Dall’altra parte invece, la maggior parte della vita è nelle nostre mani, ma non ce ne rendiamo conto, tanto siamo intrappolati nel passato, nella “supposizione di ciò che potrebbe accadere se…”, nella paura di dare sfogo al nostro vero potenziale, nell’ansia di non vedere realizzati i nostri sogni. E’ come se avessimo paura di staccarci da una boa, a cui ci siamo aggrappati in mezzo al mare, per nuotare verso quella meravigliosa spiaggia che dista poco lontano da noi. Continuiamo a galleggiare guardando e contemplando quell’orizzonte senza in realtà fare nulla per raggiungerlo.
La frase più usata ed abusata in questi casi è carpe diem, è bene non solo ripetersela ogni tanto, ma anche respirarla, viverla. Cercare di essere il proprio presente ci offre grandi potenzialità, ci carica di un’energia buona che non può far altro che attrarre altra buona energia. Cercare di essere il proprio presente ci aiuterà a lasciarci scorrere addosso come pioggia d’estate quelle situazioni che non possiamo cambiare.
Solo così la ruota della vita continuerà a girare permettendo che accada ciò che è giusto che accada.

Namaste

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2 Comments

Sky One - 05. Giu, 2015 -

A me sembra che ci sia stato inculcato il concetto di avere sogni e di dover fare qualcosa per realizzarli. Quello che tu proponi è il vivere momento per momento, giorno per giorno, che può anche essere visto come cosa fine a se’ stessa. Peccato che, il più delle volte, questo atteggiamento venga visto come rassegnazione, come un “tirare a campare” o “aspettare sera”. Se una persona ha voglia di fare qualcosa, la faccia! Se il fare qualcosa prevede passi intermedi o preliminari, faccia anche quelli. Insomma: si può avere uno scopo, ma non deve essere obbligatorio. In questo periodo mi sta venendo spesso in mente una frase: “la vita è ciò che ti succede mentre sei impegnato a pianificare altre cose”.

Max - 05. Giu, 2015 -

E’ giusto avere dei sogni, anzi, bisogna averne e fare il possibile per realizzarli, ma non dobbiamo proiettare tutto sul futuro. Quello che bisogna fare è un piccolo passo ogni giorno in quella direzione senza l’ansia di ciò che potrebbe accadere domani. Troppi piani generano troppe aspettative e troppe aspettative portano sempre ad una delusione…..

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