Pensieri

A tutti voi…

A tutti voi…

A tutti voi,
che da bravi cattolici puntate il dito su tutta la comunità islamica, che cercate vendetta invece di giustizia, che avete fatto obiezione di coscienza e inneggiate alla guerra, che fate propaganda speculando sulla vita degli altri, che inorridite solo per le morti che avvengono nel nostro giardino di casa, che pretendete di avere senza voler dare, che inneggiate all’amor patrio senza sapere cosa sia la patria, che con il simbolo della pace come avatar condividete post razzisti, che etichettate chi non la pensa come voi buonista, alternativo, anticonformista, figlio dei fiori.
Tutti voi, provate ad uscire dal cancello di casa e fatevi un giro su questa Terra, siate viaggiatori e non turisti, andate in India, andate in Africa, andate in quelle parti del mondo che nessuno vuole vedere, provate ad avere una conversazione con una persona di fede musulmana, con un sikh, con un senzatetto, con il ragazzo di colore che cerca di guadagnarsi da vivere vendendo fazzoletti di carta ai semafori, o semplicemente fatevi un giro negli ospedali, nei ricoveri per anziani, parlate con chi ha il destino ormai segnato e sa che dovrà morire.

Leggete la storia – basta quella dell’ultimo secolo -, leggete cosa ha fatto l’industria chimica occidentale a Bhopal nel 1984, guardate le foto di Steve McCurry o di Sebastiao Salgado, leggetevi i rapporti di Human Rights Watch sulle miniere di diamanti in Zimbabwe, leggete cosa ha fatto la ricerca militare sul lago d’Aral, aprite gli occhi su questo mondo che sta marciando a testa alta verso l’autodistruzione.

Domani uscite dal cancello di casa e provate a guardare il cielo con occhi diversi, provate a dare un vero valore alla vita, provate ad apprezzare ciò che avete e a non pretendere niente di più perché tanto vi basta per essere felici. Provate a pensare che quello che accade oggi è una conseguenza di ciò che è stato fatto ieri, e le nostre azioni di oggi avranno una sicura ripercussione sul domani. Domandatevi sempre il perché delle cose. Provate a pensare che è una piccola parte del mondo quella che sta bene e che sarebbe nostro dovere far sì che il nostro stile di vita non danneggi ulteriormente quello della parte che sta male.
Non occorre fare molto, non c’è bisogno di rivoluzioni, basta cambiare il nostro punto di vista ammettendo che ce ne possono essere diversi, basta imparare a dare il giusto valore alla vita, basta smettere di aver paura di ciò che è diverso da noi.
Ho conosciuto la mia povertà quando una bambina mi ha offerto un mandarino su una strada assolata dell’India, ed ho scoperto una grande ricchezza nel sorriso di chi gioisce semplicemente per aver donato. Bastano piccoli gesti per rendere migliore la vita, basta alzarsi ogni mattino con la semplice gioia di esser vivi e non con la paura di poter morire.

“Vous n’haurez pas ma haine”

…e non ho nient’altro da aggiungere.

Namaste

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