Pensieri

Ancora una volta in India

Ancora una volta in India

Sono passate due settimane dal mio ritorno dall’India, ancora in Kerala, ancora a Varkala, ancora in occasione un ritiro di yoga con Stewart Gilchrist.
Ormai è diventata una meta fissa, trascorrere quindici giorni in quei luoghi è rigenerante, per il corpo, per la mente, per lo spirito. Vuoi per la distanza chilometrica, vuoi per lo yoga, vuoi per le realtà che inevitabilmente tocchi con mano, ti rendi conto che, almeno per un po’, tutte le ombre scompaiono e ritrovi dentro di te un’energia che non ricordavi di avere.
La sensazione che ho provato è stata quella di rinascere, ho ripreso la consapevolezza di tante cose che avevo seppellito sotto la polvere della quotidianità, quella polvere sotto cui fondamentalmente ci seppelliamo da soli giorno dopo giorno, perchè spesso è più facile subire piuttosto che agire.
Ho rivisto gli stessi luoghi e rivisto le stesse famiglie di pescatori lungo la strada che porta alla spiaggia, la stessa povertà nelle loro case e lo stesso sorriso sui loro volti. Occhi neri e fieri che non elemosinano nulla, ma che sono un pugno allo stomaco quando vedi che l’unico rubinetto dell’acqua si trova in mezzo alla strada ed è comune per tre abitazioni, che il bagnoè fatto da quattro pannelli di eternit in una zona adiacente alla casa, che i bambini giocano con automobiline senza le ruote, che i panni vengono stesi sopra le piante o sull’asfalto. Mi domando: in che mondo viviamo? Nonostante tutte le difficoltà che possiamo avere, dobbiamo solo ritenerci fortunati di essere nati nella metà buona del mondo, dobbiamo ricordarci che esistono realtà come queste ogni volta che ci lamentiamo di qualcosa, dovremmo avere tutti la possibilità di guardare negli occhi queste persone affinchè l’immagine dei loro sguardi possa tornarci alla memoria ogni volta che ci sentiamo poveri e disperati.
Non mi sono mai sentito uno straniero in questo paese, ho sempre percepito un forte senso di ospitalità e anche di curiosità.
Partecipare alla commemorazione di Sri Narayani al tempio di Sivagiri è stata una bellissima occasione per conversare piacevolmente con alcune persone, come quella signora che ha chiesto da quale paese venissimo e cosa ci avesse spinto a partecipare a quell’evento, prima di spiegarci brevemente la storia del loro Guru e la grandezza del suo messaggio. E quanto è stato divertente andare al ristorante indiano, essere gli unici occidentali e vedere quanto fossero divertite le persone del posto nel vederci mangiare (vi assicuro che mangiare con le mani e non poter usare la mano sinistra è un’impresa non da poco!).
Sentirsi viaggiatori e non turisti, credo sia questo il segreto per godere pienamente dell’essenza di un viaggio.
Anche quest’anno sono ritornato più ricco di prima, più consapevole riguardo a ciò che conta nella vita, più consapevole relativamente a ciò che è necessario e ciò che è superfluo, ed è una lezione che voglio mantenere viva il più a lungo possibile perchè non c’è niente che abbia il diritto di schiacciarci o di toglierci il sorriso, perchè ogni giorno è un’opportunità da vivere pienamente, perchè in questa parte di mondo abbiamo l’opportunità di diventare ciò che vogliamo, basta solo averne il coraggio.

Qualunque differenza possa esserci fra gli uomini per religione, classe sociale, usanze, lingua, ecc. dal momento che tutti nascono dalla stessa energia creatrice, non c’è nulla di male nel condividere la stessa tavola o lo stesso cammino nella vita.
(Sri Narayani)

Le azioni che un uomo compie per il proprio interesse devono essere anche a vantaggio dell’interesse comune.
(Sri Narayani)

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