Recensioni

Heart Listener by Giovanni Pelosi & Friends

Heart Listener by Giovanni Pelosi & Friends

Oggi voglio recensire il CD di un amico di Facebook, si tratta di Heart Listener di Giovanni Pelosi. Per chi non lo conoscesse, Giovanni è uno dei più grandi chitarristi fingerstyle del panorama italiano, ha suonato con artisti del calibro di Stefan Grossman, John Renbourn, Giovanni Unterberger, è collaboratore (e se non sbaglio fondatore) del portale Fingerpicking.net, una risorsa preziosa per tutti gli amanti della chitarra acustica.

Ho iniziato a suonare la chitarra a 14 anni, preso dall’impeto dell’heavy metal, poi, come spesso accade nella vita, dopo l’università ho in parte abbandonato lo strumento, suonando saltuariamente e senza alcun impegno. Qualche anno dopo, alla tenera età di 38 anni, dopo una serie di vicissitudini che hanno dipinto in maniera vivace il mio anno 2008, ho deciso di acquistare la mia prima chitarra acustica, una Gibson J 185 EC. Sapevo ben poco del fingerstyle, in un cassetto, quasi dimenticata, giaceva l’Antologia di fingerpicking per chitarra acustica di Giovanni Unterberger, ho iniziato a sfogliarla, prova e riprova e mi si è aperto un mondo. Grazie a internet ho cominciato a fare ricerche, ed una delle prime partiture che ricordo di avere studiato, assieme a July di Paolo Sereno, fu Fever (e Birdland successivamente), arrangiata da Giovanni e scaricata proprio da Fingerpicking.net (allora agli albori).

Un po’ alla volta ho scoperto un nuovo modo di suonare, ho scoperto numerosi artisti italiani che colgo l’occasione di ricordare e, in un certo senso, promuovere tra coloro che leggeranno questo articolo e che sono poco esperti di fingerstyle, in particolare: Pietro Nobile, Paolo Sereno (con cui ho avuto il piacere e l’onore di studiare per un certo periodo), Riccardo Zappa, Luca Francioso e, ovviamente, Giovanni Pelosi.

Ma torniamo al CD, il primo brano che ho voluto ascoltare è stato 12 maggio, lo avevo sentito per la prima volta qualche tempo fa sulla pagina facebook di Giovanni, è uno di quei pezzi che ti entrano dentro, che ti emozionano con la loro semplicità, che ti riempiono di poetica melanconia.

I brani sono assolutamente originali (a parte il ben noto Smoke Get In Your Eyes e At last), si sviluppano in una serie di atmosfere differenti, personalmente – se devo fornire un termine di paragone – mi fanno tornare alla mente Pino Daniele (A.A.A.), James Taylor (Quella Neve), Fabio Concato (Un giorno di sole), fino a sonorità più on the road (Killer Kitchen, The Best Kiss, 6 Strings Village Stomps, Please Don’t Sleep There’s in Radio Square), quelle musiche che, per intenderci, ascoltereste guidando una macchina cabriolet su una strada diritta che si perde su un orizzonte infinito.

La voce di Esther Oluloro si sposa perfettamente con quella della chitarra, quasi a divenire una cosa sola creando una magica ed avvolgente atmosfera, la stessa sensazione che ho avuto quando ho ascoltato per la prima volta Tuck & Patti.

Non fraintendetemi, il CD non è una fotocopia degli artisti sopra citati, ma è un’opera che svela brano dopo brano, nota dopo nota, l’anima del musicista che l’ha creata.

Vi invito caldamente ad acquistarlo, in primo luogo perché non vi stancherete di ascoltarlo e vi emozionerà, e poi perché è giusto che agli artisti di livello venga riconosciuto il valore del proprio talento, cosa che, nel nostro paese, molto spesso non accade.

…mentre scrivo queste parole continuo ad ascoltare 12 maggio, se fosse un vinile avrei già consumato la traccia!

Namaste

 

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Social Widgets powered by AB-WebLog.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: