Pensieri

Love God Hate Religion

Love God Hate Religion

Vi capita mai di passeggiare senza una meta precisa, in una di quelle domeniche che profumano di primavera, lasciandovi andare ai pensieri? Oggi , passando davanti ad una chiesa, osservavo la gente che entrava e usciva e mi interrogavo sulle abitudini che ci vengono inculcate fin dalla nascita. Andiamo in chiesa perché crediamo veramente in Dio o solo perché ce lo impone una religione con cui siamo cresciuti? E cosa ci insegna questa religione? Ad accettare la vita così com’è, giustificando tutte le sofferenze che attraverseremo (perché la vita è inevitabilmente piena di sofferenze…oltre che di cose meravigliose ovviamente, dipende sempre da che lato la si guarda…)? Ci rivolgiamo a Dio perché abbiamo paura che una volta morti non andremo in paradiso? Oppure semplicemente temiamo la morte perché molto spesso ci rendiamo conto di non stare vivendo affatto? 

Nel mio percorso mi sono reso conto che nessuno ci insegna ad essere felici, e non viene fatto con cattiveria, semplicemente la vita è stata standardizzata e preconfezionata. Tutti, nessuno escluso, hanno paura a cambiare quelli che sono gli “standard” creati dalla nostra società. Qualcuno poi ci riesce (per fortuna) e queste persone diventano i nostri eroi. Eroi capaci di andare controcorrente, vivere la vita che desiderano, liberi dai condizionamenti. 

Come tanti ho vissuto una vita normale, ho studiato, sono diventato ingegnere, ho trovato un buon lavoro che mi ha permesso di fare tante cose e di questo ne sono veramente grato, ma giunge un momento in cui ti chiedi se sia giusto continuare così oppure ci debba essere un cambiamento di rotta.

Conosco tanta gente che si pone queste domande e abbiamo tutti la stessa paura, siamo tutti in attesa del momento giusto. Sono certo che molti saranno in grado di coglierlo, mentre altri rimarranno in attesa. 

Non credo ci sia un Dio in grado di cambiare la nostra vita semplicemente attraverso le nostre preghiere o attraverso i dettami di una qualsiasi religione. Dobbiamo essere noi ad onorare la vita che ci è stata donata (e quindi Dio) facendo il possibile per essere felici. E se la felicità comporterà delle rivoluzioni, ben vengano! Qualcuno inevitabilmente ne soffrirà, ma non avrà il diritto di giudicare le nostre scelte, se lo farà forse è una persona che non ci ha mai amato veramente, se, al contrario, comprenderà la nostra scelta, potrà gioire della nostra stessa felicità e magari potremo essere un esempio ed uno stimolo perché anch’essa possa cambiare.

Namaste

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