E’ uscita oggi su La Voce, settimanale locale di Carpi, una recensione sul mio libro “Giorni Stagioni Emozioni”.
Buona lettura!
E’ uscita oggi su La Voce, settimanale locale di Carpi, una recensione sul mio libro “Giorni Stagioni Emozioni”.
Buona lettura!
Una mia poesia in questa nuova antologia dell’Associazione culturale Semi Neri di Modena.
ORA TACE OGNI VOCE Claudio Vincenzi
DISINFESTAZIONE Sara Bosi
PUNTI DI VISTA Simone Covili
LA BALLATA DI BORIS MCFELLOW Mirko Farnitano
FILOTEA Manuela Fiorini
LO SPETTRO DEL CAVALIERE Daniela Ori
IL FANTASMA SULL’ARCA Marco Panini
THE VILLAGE OF GHOST CHILDREN Adalgisa Pini
SARÁ QUESTA NOTTE Francesca Poggioli
GLI SPETTRI DI ROCCATURRITA Massimiliano Prandini
IL CERCHIO SPEZZATO Luca Rachetta
I NOTTURNI Enrico Solmi
REDUCI Gabriele Sorrentino
L’ULTIMO RESPIRO Massimo VaccaroL’Immaginazione è una Signora
prefazione di EliselleHo sempre amato i racconti di fantasmi.
Essendo per indole una rinomata cacasotto, fin da piccola mi sono sempre dovuta adattare a leggermeli in pieno giorno, col sole splendente in cielo, per combattere meglio l’oscurità con la luce ed evitare di lasciarmi auto condizionare dalle storie terrificanti degli spettri. Con questa raccolta, ho usato lo stesso metodo. Non mi vergogno a dire che sono un tipo suggestionabile. Vale anche per i film horror, sia chiaro, ma nei racconti, nelle parole scritte, c’è qualcosa in più.
Nella lettura c’è la possibilità di immaginare da soli, quello che sta accadendo. E l’immaginazione è l’arma più potente.
A nulla valgono le maschere agghiaccianti di Freddy Krueger, Jason, Samara o Scream che vedi apparire sul grande schermo.
A nulla valgono i colpi di scena improvvisi e l’audio che si alza di colpo, costringendoti a urlare e a saltare sulla poltrona.
L’Immaginazione, quando ti immergi nella lettura di un racconto di fantasmi, è una Signora che ti ingabbia, e ti fotte.
I racconti di questa antologia colpiscono per l’originalità, per la varietà dei temi e delle tipologie. Sono un vero e proprio omaggio al genere.
Sin dall’antichità e dalle origini della letteratura, quando ancora la trasmissione delle storie avveniva oralmente, l’uomo ama il terrore. È il suo modo per esorcizzare una dei più grandi misteri della vita e una delle più grandi paure umane: la morte. Il passaggio dalla vita terrena all’aldilà, le domande e tutti gli interrogativi che questo evento comporta, è un argomento che attraversa le epoche, che grandi autori hanno onorato, e che ancora oggi appassiona proprio perché è sempre attuale, non passa mai di moda. È il filo invisibile che lega gli uomini di ogni luogo e tempo, attraverso i secoli.
In questa raccolta dedicata ai fantasmi gli autori si sono sbizzarriti e hanno utilizzato i tòpoi del racconto di genere contaminandoli con la propria esperienza e il proprio gusto, con il proprio stile e le proprie inclinazioni. Ci sono citazioni e omaggi, che è divertente andare a cercare. Ci sono emozioni e invenzioni, a cui è bello lasciarsi andare. Il terrore è qualcosa di innato, che in qualche modo permette agli adulti di tornare bambini, quando bastava un abbraccio e una carezza per essere rassicurati sul fatto che no, non esistono i fantasmi, sono soltanto storie. Che si poteva dormire tranquilli, che si poteva convivere con le proprie paure. Ecco, è proprio questa la contraddizione interessante: se è vero che l’immaginazione ce la portiamo dentro, e che proprio lei ha il potere di creare anche ciò che di incomprensibile accade attorno a noi, perché le storie di fantasmi sono ancora in grado di lasciare dietro di sé quella scia di inquietudine, quel disagio strisciante che ci prende ogni volta che le sentiamo raccontare?
E ora, accendete la luce e mettetevi comodi.
La Signora vi invita a ballare.
Il mio primo libro di poesie!
MASSIMO VACCARO
GIORNI, STAGIONI, EMOZIONI
Collana La quiete e l’inquietudine
Euro 10,00
pagg. 132
Isbn 978-88-6591-061-0
Scriverei Giornistagioniemozioni in una parola sola per dare ancor più forza a questa silloge ordinata, ricca, fortissima nei toni speciali particolari che Massimo Vaccaro ci ha voluto regalare. L’autore ha, nel complesso, una concezione romantica e un pochino nietzschiana per come vede l’uomo in una U sicuramente maiuscola, ma precisamente con la propria coscienza capace di morire per rinascere vigorosa, temprata, più viva. Ecco che nasce qui un discorso inerente al sogno inteso come ideale, utopia, fede. L’essere umano è fatto di energia, di luce, non va mai dimenticato, e il nostro Autore lo sottolinea, tratta con i guanti ogni insinuazione inerente alla natura dell’uomo facendoci sentire il rispetto che egli stesso nutre. I giorni sono i passi da percorrere, le stagioni le stanze da attraversare, le emozioni sono, appunto, le persone. Da qui la base per la luce necessaria all’esistere, molti i riferimenti sociologici, le testimonianze personali, i nidi di paura, le espressioni a tratti accalorate altre volte tenui, sfiorate. L’autore è un pittore di parole, mostra una doppia natura d’artista, credo che se prendesse dei pennelli in mano disegnerebbe poesia.
(Dalla prefazione di Silvia Denti)
Qui sotto il link alla casa editrice:
Il respiro della notte
accarezza la tua pelle,
rendendo vero il sapore
di questo sogno.
Su di te poso
il mio sguardo leggero,
quasi una carezza,
mentre la luce del mattino
disegna i tuoi contorni
e, quando la tua bocca
diviene la mia nuova alba,
sospiro e mi perdo
nella luce del tuo ventre.
Voglio dirti di un bacio,
del volo lento della tua bocca
nel cielo che separa il battito
dei nostri cuori tremanti,
del silenzio che annulla il tempo
perdendosi nella luce
dei nostri sguardi rapiti,
del sapore delle tue labbra
morbide e profumate di vita,
di quella ritmica danza
delle nostre lingue umide,
di quell’euforico brivido
sulle rive della nostra pelle.
Voglio dirti di un bacio,
di un sigillo d’amore
nell’abbraccio infinito
delle nostre anime.
Lo scorso fine settimana ho partecipato ad un seminario yoga a Milano tenuto da Stewart Gilchrist, personaggio carismatico e dotato di un’energia straordinaria.
La pratica dello yoga è stata per me una scoperta relativamente recente, ma ha avuto un grosso impatto sulla mia vita, mi ha aiutato a migliorare la percezione di me stesso e mi sono reso conto di quante volte nella vita poniamo l’attenzione solo su ciò che facciamo, su ciò che possediamo e non su ciò che realmente siamo.
In questi due giorni, immerso in una pratica yoga molto intensa, ascoltando le parole di Stewart, che non sono dettami religiosi come molti potrebbero pensare, ma semplici spunti di riflessione, ho avuto ancora una volta la conferma di quanto troppo spesso ci perdiamo in cose futili, disperdendo l’energia che abbiamo dentro di noi, parafrasando Nelson Mandela, non dobbiamo aver paura della nostra luce ma dobbiamo tuffarci in essa.
Non capita nulla per caso, se ci fermiamo un momento a pensare all’istante presente e riusciamo a percepire ciò che siamo adesso, ci rendiamo conto che tutto il nostro trascorso, buono o cattivo che sia, ci è servito per arrivare qui, per essere ciò che siamo. Mi guardo intorno e tutta la sofferenza, la rabbia e la paura che ho provato in questi ultimi anni svanisce perchè io sono qui, adesso, ed è solo questo che conta.
Per capire cosa è veramente la felicità dobbiamo aver sofferto, la vita, in fondo, è questione di equilibrio e consapevolezza, è racchiusa in un respiro e in un battito del cuore. Avete mai provato ad ascoltarli?
Ogni persona che incontriamo ha qualcosa da insegnarci, ha spunti di riflessione più o meno grandi da offrirci, ma il nostro più grande guru, in fondo, siamo solo noi stessi.
Quando saremo in grado di comprendere chi veramente siamo, solo allora saremo in grado di decidere dove andare.
Per diventare una persona migliore, bisogna essere una persona migliore.
(Stewart Gilchrist)
Namaste

Nella foto da sinistra Annalisa, Stewart, me stesso medesimo, Luana.
Impaziente
la mia pelle è
del tuo respiro
Bramose
le mie labbra sono
dei tuoi baci
Bruciante
di desiderio è
la mia anima nuda
Perduto
nel pensiero di te
nella mia brama di te
Attendo
il nostro tempo
insieme
Mi piace sviluppare la mia coscienza per capire perchè sono vivo,
cos’è il mio corpo e cosa devo fare per cooperare con i disegni dell’universo.
Non mi piace la gente che accumula informazioni inutili e si crea false forme di condotta, plagiata da personalità importanti.
Mi piace rispettare gli altri, non per via delle deviazioni narcisistiche della loro personalità, ma per come si sono evolute interiormente.
Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio,
il cui cuore critica gli altri senza sosta,
la cui sessualità vive insoddisfatta,
il cui corpo s’intossica senza saper apprezzare di essere vivo.
Ogni secondo di vita è un regalo sublime.
Mi piace invecchiare perchè il tempo dissolve il superfluo e conserva l’essenziale.
Non mi piace la gente che per retaggi infantili trasforma le bugie in superstizioni.
Non mi piace che ci sia un papa che predica senza condividere la sua anima con una “papessa”.
Non mi piace che la religione sia nelle mani di uomini che disprezzano le donne.
Mi piace collaborare e non competere.
Mi piace scoprire in ogni essere quella gioia eterna che potremmo chiamare dio interiore.
Non mi piace l’arte che serve solo a celebrare il suo esecutore.
Mi piace l’arte che serve per guarire.
Non mi piacciono le persone troppo stupide.
Mi piace tutto ciò che provoca il riso.
Mi piace affrontare, volontariamente, la mia sofferenza, con l’obiettivo di espandere la mia coscienza.
Procedi con calma in mezzo al rumore e alla fretta e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio. Per quanto ti è possibile, senza sottometterti, sii sempre in buoni rapporti col prossimo. Esprimi la tua verità con tranquillità e chiarezza e ascolta gli altri, anche gli ottusi e gli ignoranti: anch’essi hanno la loro storia. Evita le persone rumorose ed aggressive: opprimono lo spirito. Se ti paragoni agli altri potresti diventare vanesio e amaro; perché ci saranno sempre persone superiori o inferiori a te. Goditi i tuoi risultati così come i tuoi progetti. Conserva l’interesse per il tuo lavoro: per quanto umile sia; è ciò che realmente possiedi nella mutevole sorte del tempo. Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli. Ma ciò non accechi la tua capacità di distinguere la virtù; molte persone lottano per grandi ideali e dovunque la vita è piena di eroismo. Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti e non essere memmeno cinico sull’amore; perché, nonostante tutte le aridità e le disillusioni esso è perenne come l’erba. Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall’età e molla con un sorriso sereno le cose della giovinezza. Coltiva la forza di spirito per fartene scudo contro l’improvvisa sfortuna. Ma non tormentarti con l’immaginazione. Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine. Al di là di una salutare disciplina, sii gentile con te stesso. Tu sei figlio dell’universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai il diritto di essere qui. E che ti sia chiaro o no, non c’è dubbio che l’universo ti si sta schiudendo come deve. Perciò sii in pace con Dio comunque tu lo concepisca e quali che siano le tue lotte e le tue aspirazioni; conserva la pace dello spirito pur nella rumorosa confusione della vita. Con tutti i suoi inganni, le ingratitudini e i sogni infranti, questo è pur sempre un mondo stupendo. Stai attento e fa’ di tutto per essere felice.
A volte ti scrivo parole d’amore,
lenti sospiri tra cuore e cielo,
malinconici profumi di solitarie sere
illuminate solo dall’ardore
dei tuoi occhi lontani.
Ti cercan le mie mani,
in quello spazio ove ora non sei,
abbracciandosi al desiderio
del tuo corpo colmo d’amore,
a quel profumo inebriante
di piacere profondo e sincero.
Ti cerco, ad occhi chiusi,
in questi miei accesi pensieri
e dolcemente mi abbandono
sugli orizzonti del tuo cuore.